“Datification”: restituire agli utenti il controllo dei dati

Invio e ricezione di dati, domotica, internet of things, acquisti online: ogni secondo di ogni giorno, quantità enormi di dati si spostano nella rete, modificando l’esperienza virtuale e permettendo a chi sa come utilizzarli di trasformarli in profitto.

I social network, innocui luoghi virtuali di scambio e di condivisione, sono diventati i luoghi prediletti dell’online advertising: è accaduto proprio grazie ai big data che tali piattaforme raccolgono, e che permettono di personalizzare l’esperienza dell’utente mostrandogli annunci che potrebbero attirare la sua attenzione.

 Connectivity Idea with LightbulbMa non è tutto; anche ambiti come la sanità, i trasporti e l’energia sono coinvolti nella datification, facendo sorgere una domanda più che lecita: che ne è del diritto alla privacy?

Per Nigel Shadbolt, co-fondatore dell’Open Data Institute, la situazione non è preoccupante: pur ammettendo l’esistenza di asimmetrie che favoriscono le aziende che raccolgono i dati a discapito degli utenti che quei dati li generano, sottolinea che quelle stesse tecnologie che paiono erodere la privacy potrebbero, al contrario, contribuire a rafforzarla.

La tutela della privacy on line dovrà passare attraverso la restituzione dei dati agli utenti, attraverso nuovi modelli di data collection che consolidino la creazione di un mondo smart e connesso, ma nel pieno rispetto dei diritti.

Fonte: corrierecomunicazioni.it

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